I Santesi Weblog Blog

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Dedicato ad Armando Rinaldelli, Romano, che ha gestito il chiosco dei giornali in Piazza Matteotti a Potenza Picena

Pochi si ricordano di Armando Rinaldelli, chiamato da tutti Romano, che ha gestito per tanti anni il chiosco per la vendita dei giornali di Piazza Matteotti. Il chiosco era una struttura fissa posta all’angolo della Piazza, davanti ai Palazzi Bonaccorsi e Carradori, ed è stato costruito nel 1948 su iniziativa delle locali sezioni del PCI e del PSI. La richiesta al Comune di Potenza Picena, Sindaco all’epoca Antonio Carestia, era stata presentata in data 10/09/1947, con il relativo disegno del chiosco che si doveva andare a costruire, da Severino Donati per il PCI e da Giuseppe Ricciardi per il PSI....

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Annetta Chiaramoni di Potenza Picena, eroina per caso

Potenza Picena durante la Seconda Guerra Mondiale non è stata teatro di importanti azioni di guerra. Comunque grande fu la tragedia del 30/6/1944 quando i tedeschi in fuga spararono dalle colline di Recanati tre cannonate, due delle quali colpirono sia la Piazza Principe di Napoli (oggi Giacomo Matteotti), che la zona rurale di c/da La Concia (oggi Viale Europa), ed in particolare l’abitazione della famiglia Mazzoni, causando in tutto 8 vittime, 5 delle quali donne, tutti civili inermi. I loro nomi rimangono scolpiti sotto la Torre della Piazza e sono: Alfredo Piccioni, Ersilia Penco, Elvira Vitelli, Antonio Zambruni, Maria Carlini,...

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ARDUINO POMILI – Un ricordo

di Loris Sangelantoni* Scrivere di un amico che non c’è più mette in difficoltà, a me per lo meno mi ci mette. Ho il timore di dimenticare qualcosa di importante, ho, forse ancora più forte, il timore di scivolare nel banale, e questo più di quello mi darebbe il senso di offenderne la memoria. Ma quando mi è arrivato l’invito a ricordare Arduino per queste pagine ho sentito che questi rischi dovevo correrli, senza tante fisime. L’ho conosciuto il 26 gennaio nel 2000, in occasione della fondazione della sede locale Portorecanatese di Archeoclub d’Italia, non parlava molto, ma non perdeva...

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Un nido per “le rondini”

testo di Chiara Belardinelli Visti i tempi che corrono a qualcuno verrebbe voglia di emigrare, magari anche solo per un periodo, giusto quel che serve per poter ricominciare… …un po’ come le rondini! Non a caso anche la recente storia novecentesca annovera tra le pagine dell’emigrazione la cosiddetta “golondrina”, termine spagnolo che in italiano indicherebbe “la rondine”: simbolo dei tanti e brevi viaggi, intrapresi per lo più da giovani adulti, che approfittavano delle inversioni stagionali per potersi comprare il campo, la casa e magari metter su famiglia. «Emigrano i semi sulle ali dei venti, emigrano le piante da continente a...